Gerusalemme: stupor mundi

Scrivere di Gerusalemme è un’impresa troppo ambiziosa. Dovrebbero essere infinite le parole, ma in fin dei conti ne bastano due: stupor mundi. Storicamente lo stupore del mondo è l’appellativo di un grande sovrano del passato: Federico II di Svevia. Solo durante il suo regno Gerusalemme conobbe, grazie al suo operare coscienzioso insieme al sultano al-Malik al-Kamil, un periodo di pace lungo quindici anni. Decisamente breve se confrontato al resto dei secoli che hanno visto e vedono tuttora, una Gerusalemme contesa. Gli occhi del mondo sono spesso puntati su di lei, in fondo così piccola e al tempo stesso capace di contenere una storia millenaria, un susseguirsi di eventi troppo spesso tragici come poche altre città al mondo. Siamo arrivati in città dalla strada 90, costeggiando il Mar Morto. Una strada che offre

La spianata delle Moschee

scorci bellissimi, panorami che difficilmente siamo abituati a vedere. Quando ormai il Mar Morto comincia ad essere lontano deviamo verso la strada 1 e arriviamo a Gerusalemme nella zona del Monte degli Ulivi. Decidiamo di parcheggiare e fermarci per scattare qualche foto: la vista della città vecchia è splendida dalla Jericho Road (così chiamata in questo tratto la strada n° 417). L’accoglienza invece non è delle migliori: gruppi di ragazzini, ragazzi e non più ragazzi che si palesano con atteggiamenti oltremodo invadenti, del resto lo avevamo già letto da qualche parte. La nostra sosta dura pochissimo: dopo le foto una velocissima spesa, i primi falafel, si va diritti verso l’indirizzo dell’appartemento (King David Court, al n.19 di King David Street, da non confondere con il King David Hotel) trovato su Booking. Restiamo più che soddisfatti dalla nostra scelta.

Ci troviamo benissimo: a due passi da Mamilla Avenue, garage interno, piscina al primo piano del palazzo (che noi non abbiamo provato, ma che è a disposizione dei condomini), tutti i comfort in casa (persino l’asciugatore per i panni) e buona pulizia.

Dopo esserci sistemati, usciamo. Impazienti di calpestare quelle strade che conservano la memoria di eventi religiosi memorabili e tragedie inenarrabili. Lungo la strada del centro commerciale, Mamilla Avenue, ci sono molte sculture, alcune di profondo significato, finchè non si arriva di fronte alla scalinata. Saliamo velocemente e ci troviamo di fronte le mura della città e la porta di Jaffa. La Gerusalemme dentro le mura è nota per i riflessi rosa/dorati della pietra con cui son costruiti gli edifici: negli anni ’30 del secolo scorso venne emanata un’ordinanza che obbligava ad usare nelle costruzioni della città vecchia solo la pietra e probiva l’uso del cemento. Questa ordinanza ancora in vigora ha sicuramente preservato la Old City da scempi urbanistici.

Poco più avanti la Torre di David, i primi carrettini che vendono pane e, non lontano, i primi venditori del mercato. In realtà la città vecchia è tutto un mercato. Più che un mercato come siamo abituati a concepirlo noi, è un susseguirsi di botteghe che espongono in strada la merce.

Si vede di tutto: dall’abbigliamento, ai souvenir, al cibo. Il primo tratto è soprattutto souvenir. Poi iniziano ad esserci le rivendite di spezie con i loro giochi di colore, poi la gastronomia, e, soprattutto nella zona araba, negozi di frutta e verdura. Da comprare assolutamente i datteri, sono buonissimi. Pare sia ottimo anche il succo di melograno, ma non l’ho mai provato.

Il primo luogo sacro che visitiamo è il Muro del Pianto: oggi è sabato e a quest’ora sta per terminare la festa ebraica, lo Shabbat.

Passiamo poi nella Basilica del Santo Sepolcro dove un frate francescano ci dà ottimi consigli per la visita. Non è stato facile trovarlo, sono soprattutto sacerdoti ortodossi che circolano nella Chiesa.

Trovandoci la strada sbarrata per entrare in una delle porte della Spianata delle Moschee chiediamo a uno dei numerosi soldati di guardia. Siamo ormai ben informati sulle modalità di visita dei tre grandi punti di riferimento della città vecchia. Facciamo un po’ di spesa in uno dei supermercati aperti 24 ore e poi a casa.

Welcome to Jerusalem

Siamo rimasti tre giorni a Gerusalemme e l’abbiamo lasciata solo per una mezza giornata con destinazione Betlemme. Alcune strade le abbiamo percorse più volte, altre le abbiamo saltate. Una cosa è certa: non avevamo voglia di lasciare questo posto così unico, con i suoi miti, le sue realtà, la sua atmosfera, le sue diversità che si fondono magicamente pur restando così nette. Nella mappa che segue i “nostri passi” attraverso le foto.

Non compilerò una lista su quanto è imperdibile a Gerusalemme, ognuno ha i propri interessi e le proprie priorità e, per di più, è la nostra prima esperienza in questo angolo di mondo. Mi limiterò a dare le indicazioni che ritengo utili e a mostrare alcune foto che mai renderanno giustizia al fascino e al patrimonio della città.

Un Midrash (metodo di interpretazione della Bibbia nella tradizione ebraica) così ci ha descritto Gerusalemme:

Dieci porzioni di bellezza sono state accordate al mondo dal Creatore, e Gerusalemme ne ha ricevute nove. Dieci porzioni di scienza sono state accordate al mondo dal Creatore, e Gerusalemme ne ha ricevute nove. Dieci porzioni di sofferenza sono state accordate al mondo dal Creatore, e Gerusalemme ne ha ricevute nove

Un suggerimento è doveroso: mai arrivare fin qui senza aver appreso anche solo sommariamente gli eventi più significativi della storia di Gerusalemme.

Ma se c’è tempo è bello anche girovagare lasciandosi trasportare solo dalla curiosità: non c’è angolo di Gerusalemme che non sia degno di essere visto.

I quartieri della città vecchia

Sono quattro i quartieri della Old City e una mappa è decisamente utile per orientarsi:

  • il quartiere cristiano
  • il quartiere musulmano
  • il quartiere ebraico
  • il quartiere armeno

Visitare i tre luoghi sacri

La Chiesa del Santo Sepolcro: è aperta ogni giorno dalle 4 alle 19 (inverno) o dalle 5 alle 21 (estate). Si consiglia di svegliarsi molto presto per evitare file anche di ore. Noi siamo andati alle 7 e non c’era quasi nessuno, nel pomeriggio la fila era infinita. Informazioni utili si possono trovare nel sito dei Frati Minori.

Il Muro Occidentale: detto anche Muro del Pianto all’ingresso si è sottoposti a controlli con metal detector. Ci sono regole anche in realazione al momento della visita.

Il Monte del Tempio: è noto anche come Spianata delle Moschee. L’accesso da 10 delle 11 porte della città è consentito solo ai musulmani. Agli altri è riservato l’ingresso solo dalla Mughrabi Gate. Si entra nell’area del Muro Occidentale e poi si attraversa un ponte di legno, dove all’ingresso ci sono nuovi controlli con metal detector. Orari: 7.30/10.30 e 13.30/14.30 in inverno, mentre in estate stesse fasce orario posticipate di un’ora.

Santo Sepolcro, Muro del Pianto e Cupola della Roccia

In ognuno di questi luoghi si deve entrare con abbigliamento adeguato. Ma soprattutto nella zona delle Moschee è decisamente da evitare un abbigliamento che lasci nelle donne parti del corpo scoperte (anche i jeans “strappati” vengono considerati inadeguati).

Fuori le mura

Anche se erano molti i quartieri che avremmo voluto scoprire, il tempo ci ha limitato di molto. Gerusalemme non è solo Old City, ma c’è una grande città da scoprire anche al di fuori delle centenarie mura.

Gerusalemme fuori le mura

Gerusalemme fuori le mura

Il quartiere Nahalat Shiva è a cinque minuti dalla nostra casa: lo attraversiamo per poi continuare lungo la Jaffa Street fino al mercato di Mahane Yehuda. Il brulicare di

Dolci al mercato di Mahane Yehuda

acquirenti del posto lo fa, al contempo, un luogo che rispecchia la vita quotidiana degli abitanti. Turisti e abitanti della città si confondono tra i banchi nelle stradine parallele che ospitano il mercato.

Olive: sapore indimenticabile

Qui il tempo corre senza che se ne avverta il trascorrere, e anche se piove (come è capitato a noi nell’unica giornata di pioggia della vacanza) non si avverte neanche il disagio: è completamente coperto!

Il quartiere Yemin Moshè nacque nell’Ottocento per limitare il sovraffollamento della città vecchia. Si individua facilmente grazie alla presenza di un mulino, da poco restaurato, il mulino Montefiore.

Da quartiere periferico che era, oggi è divenuto un elegante quartiere con uno splendido giardino e una splendida veduta dalla Piazza dei Re di Spagna.

Scendendo verso il basso, passando attraverso la strada 60, si può salire sul Monte Sion. In uno dei cimiteri si trova la tomba di Oskar Schindler.

Uscendo dal cimitero, in direzione Zion Gate, si trova la Tomba del Re David, altro luogo molto importante per i fedeli di religione ebraica. Anche qui, come per il Muro Occidentale, uomini e donne possono accedere in ambienti separati, tanto che il sarcofago è “diviso” a metà da una parete che non permette di vedere la stanza riservata alle persone di sesso opposto.

La “metà” della Tomba del Re David destinata alla preghiera delle donne

La “metà” della Tomba del Re David destinata alla preghiera degli uomini

Gli acquisti

  • A Gerusalemme, come in moltissimi altri posti di Israele, gli acquisti presuppongono spesso una trattativa. A volte il venditore può abbassare il prezzo anche più del 50% di quello iniziale!
  • Fate attenzione agli operatori turistici improvvisati: non lo sono affatto, cercano solo di spillar soldi.
  • I supermercati aperti 24/24 sono comodissimi, ma molto più cari. Se soggiornate in appartamento fate la spesa nei supermercati più grandi se volete una scelta migliore. La scelta sulla carne, per non parlare del pesce, è veramente limitata. Si trova per lo più pollo (che non abbiamo mai acquistato) e per trovare manzo dall’aspetto invitante bisogna decisamente evitare i piccoli supermercati.
  • Fare molta attenzione alla data di scadenza dei prodotti: in un supermercato nella zona del Monte degli Ulivi c’erano decine di prodotti già scaduti nel banco frigo dei formaggi e in un altro (molto grande) non lontano dal nostro alloggio la Feta venduta al banco era terribilmente maleodorante.
  • A Gerusalemme il posto migliore per fare acquisti, con un ottimo rapporto qualità/prezzo, è il mercato di  Mahane Yehuda (Shuk). Abbiamo acquistato qui le spezie, da un gentile signore che le vendeva in un angolino in fondo ad una stradina: ottimo prezzo, stessa qualità di quelle delle rivendite più grandi.

Può tornare utile

  1. Attenzione ad entrare o uscire in o da Israele passando via terra (Giordania/Israele): sul passaporto resterà traccia. Leggere attentamente questa pagina (che spesso viene aggiornata).
  2. Abbiamo programmato e sviluppato momento per momento questo viaggio in completa autonomia, senza assolutamente utilizzare tour operator di alcun genere.
  3. Durante la visita dei punti di interesse portare sempre nella borsa uno scialle e/o un foulard che possono tornare utili in caso di regole sul vestiario. Evitare di indossare capi come gonne corte, pantaloncini etc (in alcuni casi, come è successo in un altro viaggio con diversa destinazione, nei luoghi ortodossi è necessario anche coprire i pantaloni indossati da donne con gonne lunghe) per non avere sorprese.
  4. Se non avete un posto auto compreso nell’alloggio evitate di noleggiare un’automobile: trovare un parcheggio su strada a Gerusalemme non è affatto facile.
  5. Siamo usciti anche di sera e mai abbiamo avuto percezione di pericolo (parlo della Città Vecchia e del quartiere dove alloggiavamo), ma siamo sempre stati attenti a portafogli (i borseggiatori ci sono) e agli avvisi di sicurezza controllando novità su Google, e informandoci sulle cose da sapere (sito jtraveljerusalem)
  6. Per informazioni sull’organizzazione del viaggio ho raccolto quanto è risultato dalla nostra esperienza in questo post.

Curiosità

Com’era Gerusalemme ai tempi del Medioevo? Ecco qui una mappa dettagliata!

Per percorrere la Via Dolorosa in questa pagina è possibile verificare, stazione per stazione, le varie tappe del percorso di Gesù.

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