Il miglior modo di viaggiare

Meglio vedere una cosa una volta sola che sentirne parlare mille volte

Turisti, viaggiatori, esploratori, curiosi …ognuno ha un modo diverso per dire “vacanza”. Personalmente preferisco in assoluto il termine “viaggio” per definire al meglio la mia vacanza, a prescindere dalle distanze percorse.

Collage viaggi

Cosa significa oggi “viaggiare”?

Inutile negarlo, siamo nel 2015 e, nonostante i mezzi di comunicazione dell’era 2.0, in troppi hanno ancora bisogno di vacanze in formato pacchetto preconfezionato.

Basta iscriversi a una newsletter di un sito internet o in una pagina/gruppo Facebook dedicato ai viaggi, per essere bombardati da consigli su come partire a “colpo sicuro”: scegliete quella meta e sicuramente stupirete il vostro partner, i vostri bimbi, i vostri amici. Già perché quel tale operatore vi offrirà il meglio: tutto è indiscutibilmente pronto lì, aspetta solo voi. Non parlo solo dei villaggi turistici, per cui provo un’aberrazione profondissima, ma anche di tutte quelle strutture che affiancano questa o quella attività durante il soggiorno. Mi riferisco anche a carovane di viaggiatori che seguono l’organizzatore della vacanza, che guiderà la colonna di mezzi al seguito verso mete e attività programmate da tempo.

Se è meglio viaggiare che arrivare, ciò avviene perché il viaggiare è un continuo arrivare … John Dewey

Forse bisognerebbe tornare indietro nel tempo, quando le condizioni economiche non erano favorevoli come quelle di oggi, per una bella lezione sull’essenza vera della vacanza. Non sto parlando di dieci o venti anni fa, ma di quaranta e anche più. All’epoca non si sentiva parlare di business travel, le agenzie erano pressoché introvabili e in vacanza si andava nelle case di famiglia nei paesi, con un po’ più di fortuna si affittavano appartamenti in località di vacanza o, per i più avventurosi, ci si stabiliva con tenda o caravan in un camping. Le vacanze in albergo e i viaggi in aereo erano sicuramente privilegio di pochi! Però in quell’epoca le vacanze si inventavano giorno dopo giorno, non c’erano animatori turistici, guide specializzate, tour organizzati, e pacchetti all inclusive a tema e secondo i gusti.

Collage viaggi

Fortunatamente i viaggiatori che possono definirsi tali nel senso pieno del termine sono ancora molti. Nonni, mamme, papà, coppie di ogni età e viaggiatori solitari che sanno personalizzare e inventarsi percorsi meravigliosi.

Imparare a viaggiare

Non sono qui a scrivere come si viaggia, non ho questa presunzione e non saprei certo stilare un elenco che si adatti a tutti i lettori: non ci sono regole, basta farsi trasportare dall’entusiasmo, mai partire senza!

Ed ecco, in alcuni punti, il messaggio di questo post:

  1. diventare l’agente di viaggi di sé stesso può rivelarsi gratificante e stimolante: prenotare aereo, auto, alberghi, pianificare …impariamo a farlo da soli: ci sembrerà di essere sempre in viaggio (ne parlo qui)
  2. e le recensioni e i consigli degli altri viaggiatori? Personalmente vado molto a spulciare Tripadvisor, ma lo prendo sempre con un certo approccio: i recensori con uno o pochi contributi non li prendo molto in considerazione. Trovo utile anche Yelp. Riguardo gli innumerevoli consigli …lo ammetto, non ho mai posto domande del tipo “cosa mi consigliate di vedere se vado in un tal posto?”: ognuno ha le proprie prospettive, i propri gusti e i propri interessi. Preferisco giudicare da foto, istinto, approfondimenti.
  3. di chi fidarsi tra i tanti dispensatori di consigli? di un sito/blog di viaggi va valutato soprattutto la veridicità (eh già …il problema esiste), l’onestà (attenzione a chi pubblicizza troppo strutture e operatori turistici parlandone sempre bene), la proprietà (conosco pochi blog affidabili tra quelli che raccattano a destra e sinistra viaggi di altri: controllare se l’autore racconta per lo più viaggia altrui, in tal caso io passo oltre!) e la spontaneità (non importa se un blog è meno bello graficamente o se l’autore non ha imparato bene il mestiere di blogger: i racconti migliori sono quelli dei viaggi vissuti e raccontati, non studiati a tavolino)
  4. non essere mai prevenuti su ciò che un luogo offre, a volte può rivelarsi più interessante di quel che sembra a primo impatto
  5. se si vuole essere sicuri delle distanze o si vogliono tenere in memoria appunti divisi per luogo per una lettura immediata ovunque ci troviamo (disponendo di una connessione) realizzare un percorso su mappa google. Chi ha un account può anche memorizzare il tracciato e tante altre informazioni
  6. una volta in viaggio, non lasciarsi mai sfuggire i manifesti al lato della strada: molti eventi o bellezze poco note non sono sempre così visibili sul web
  7. una visita all’ufficio turistico del posto può essere di grande aiuto per orientarsi, e fondamentale per acquisire materiale utile come mappe, pieghevoli, elenco manifestazioni
  8. e se non si trova nulla di interessante?: qualche ora, o uno o più giorni di ozio in vacanza lasciano spazio al recupero di energie e a preziosi momenti di tranquillità
  9. non serve necessariamente un programma. Mai pensare che non avere un piano prestabilito possa dar luogo a risvolti negativi: il viaggio si inventerà attimo dopo attimo!

 

 

 

 

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3 risposte a Il miglior modo di viaggiare

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