Kiala

Tre figlie e trenta anni di viaggi. Viaggi con o senza camper, in Europa e in America, con i bambini piccoli, poi adolescenti, poi da soli e poi ancora con i figli sempre più grandi. La passione per la cucina, per le tradizioni autentiche e per le mete ancora poco note al turismo di massa. Ma soprattutto la passione di condividere il viaggio come esperienza di vita.

Welcome to Israel

Tel Aviv e non solo: un viaggio pensato non molto, capitato all’improvviso e organizzato senza ausilio di agenzie di nessun tipo. Grazie ad un offerta Ryanair  per un volo diretto da Roma a Tel Aviv, ci coglie come un uragano l’idea di un viaggio nello stato di Israele. Acquistato il biglietto iniziamo a fare i conti con la pianificazione. È sempre consigliato controllare il sito Viaggiare sicuri del Ministero degli Esteri italiano prima di intraprendere un qualsiasi viaggio, ancor di più quando si tratta di paesi con continui avvisi come questo. Tra le tante regole

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Gerusalemme: stupor mundi

Scrivere di Gerusalemme è un’impresa troppo ambiziosa. Dovrebbero essere infinite le parole, ma in fin dei conti ne bastano due: stupor mundi. Storicamente lo stupore del mondo è l’appellativo di un grande sovrano del passato: Federico II di Svevia. Solo durante il suo regno Gerusalemme conobbe, grazie al suo operare coscienzioso insieme al sultano al-Malik al-Kamil, un periodo di pace lungo quindici anni. Decisamente breve se confrontato al resto dei secoli che hanno visto e vedono tuttora, una Gerusalemme contesa. Gli occhi del mondo sono spesso puntati su di lei, in fondo così piccola e al tempo stesso capace di contenere una storia millenaria, un susseguirsi di eventi troppo spesso tragici come poche altre città al mondo. Siamo arrivati in città dalla strada 90, costeggiando il Mar Morto. Una strada che offre Continua a leggere

Rapid City: funny for free!

Rapid City è molto di più di una città. Siamo nella Pennington County, una contea la cui storia riporta indietro nel tempo, nel periodo del grande mito della corsa all’oro. Erano i tempi del Generale Custer e del mancato rispetto del Trattato di Fort Laramie del 1868 che stabiliva i confini della Great Sioux Reservation nei territori delle Black Hills. Fu qui che, disattendendo la principale volontà dell’accordo, si insediarono i primi piccoli campi di minatori  che col tempo si popolarono sempre più contribuendo alla crescita demografica della contea.

Mentre sul nostro camper siamo diretti verso il Sud Dakota già si rappresentano nella mente scenari di immense praterie, di indiani e cow-boy, di pionieri in cerca di fortuna e le

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Il diritto alla libertà: on the Road to Freedom

Durante il nostro secondo on the road in camper in Nord America ci siamo imbattuti in molti temi ricorrenti. Che riguardassero la musica, la storia, le tradizioni, le lotte sociali, le locations dei film e delle serie televisive, abbiamo dovuto rispettare un ordine territoriale piuttosto che logico. Siamo partiti da nord, dalla città canadese di Toronto, fino ad arrivare nel sud della Louisiana per poi tornare indietro spostandoci verso est. Questa tabella di marcia ha così messo al primo posto quello che in realtà avrebbe dovuto essere l’ultimo nel nostro on the road to freedom, il viaggio verso la libertà, quella libertà conquistata con il sangue e con la caparbietà e la convizione che solo un leader come Martin Luther King jr. ha saputo trasmettere e governare.

Non abbiamo avuto molto tempo per seguirlo completamente, ma siamo riusciti a vederne i luoghi più Continua a leggere

Montgomery, dove passò il bus della Rosa

Era il primo dicembre del 1955, un primo dicembre che segnò la storia, ma soprattutto che cambiò quella storia fatta di “separazioni”. Negli Stati Uniti le persone di colore non godevano degli stessi diritti dei bianchi, e anche se molte volte nel corso dei secoli si era tentato di reagire alla segregazione razziale, uno degli episodi che più ebbe eco e che innescò un vero e proprio effetto domino di fermezza nella protesta fu la presa di posizione di Rosa Parks. Svolgeva il lavoro di sarta e quel giorno, Continua a leggere

Il principe ranocchio

Quando le favole si tramandavano da grandi a piccini, che a loro volta poi diventavano grandi e raccontavano di nuovo, molto spesso si generavano varianti dello stesso racconto. Così anche la favola de Il principe ranocchio è stata raccontata in chissà quanti modi diversi, finchè i fratelli Grimm la scrissero seguendo la loro fantasia. Quel che accomuna ogni versione è un ranocchio che ha bisogno di una principessa per Continua a leggere

Don’t forget Winona: percorrendo la Route66 in Arizona

La Route66 è(ra) una strada calpestata negli anni da chissà quanti viaggiatori,  e, soprattutto agli inizi, i turisti erano decisamente pochi. In molti la utilizzarono per recarsi verso ovest in cerca di lavoro. La Mother Road “è” ed “era”: con alcuni tratti completamente persi ed altri che sono ancora lì, che tentano di resistere al tempo. Snodandosi lungo il paese, dall’Illinois alla California, ha portato con sè “vita”: lungo il percorso nacquero hotel, punti di ristoro, negozi e distributori di carburante. Ormai è uno dei tour più pubblicizzati per i viaggiatori che si accingono ad avventurarsi in un on the road negli Stati Uniti. Noi non abbiamo mai esplorato per intero la mitica strada ma ne abbiamo visti, spesso troppo velocemente, solo alcuni tratti. Per scoprirla al meglio, immergendosi nell’atmosfera rétro di un percorso che ha segnato un’epoca (o forse è stata quell’epoca che ha segnato per sempre la storia della Route?), si dovrebbe esplorare miglio dopo miglio, lentamente.

L’Arizona ospita uno splendido e lungo tratto di Route66, ed è seconda in questo solo al New Mexico: ben 388 miglia. Il nostro percorso è stato completato durante due dei nostri viaggi: da Flagstaff ad Oatman siamo stati nel 2015, da Holbrook a Flagstaff nel 2016: vecchi distributori, motel, diners, iscrizioni, cartelli stradali e tutto ciò che fa parte di un mito destinato a restare nel cuore, nella memoria e nei sogni di migliaia di viaggiatori.

La Petrified Forest National Park

Nessun altro parco nazionale Continua a leggere

Bratislava: da scoprire camminando

Camminando lungo le stradine di Bratislava basta guardare un po’ in su o svoltare un angolo o, talvolta, entrare in uno dei tanti passaggi interni ai palazzi, per imbattersi in statue, fontane e altre importanti e curiose testimonianze. Di epoche e materiali diversi, abbiamo scoperto realtà e storie interessanti (per la mappa completa leggere il post Tra miti, leggende e realtà: statue e fontane a Bratislava).

MÝTICKÁ LOĎ, LA MITICA NAVE

La scultura è un omaggio simbolico al fiume e alla città, come simboliche sono le figure che trasporta. L’uomo dirige la nave in pericolose correnti, la donna è un elemento prezioso, una regina nobile e bella, una madre che porta il germe di una nuova vita. La terza figura è un cane, da sempre simbolo di eterno compagno e protettore dell’uomo, che come nella realtà è lì per la sua capacità di capire il pericolo e avvertire gli uomini in tempo.

Mýtická loď

BIELA ULICA N. 3 E LA SIGNORA BIANCA

Il numero 3 di Biela Ulica non è accessibile ai visitatori, ma oltre quella porta (come narra la leggenda) viveva un tempo Božena, una donna generosa che aiutava i poveri nella vecchia Pressburg. Quando morì tutti i poverelli parteciparono al suo funerale. Si iniziò da allora a parlare di una evanescente signora bianca che apparia di notte nel cortile della casa numero 3. Aveva un annaffiatoio e si occupava delle aiuole: i fiori del suo giardino erano abbandonati e lei continuava a prendersene cura anche dopo la morte. Ma una notte, scoperta da un giovane fornaio che si recava al lavoro si trasformò da vapore bianco in pietra bianca e da allora una bellissima statua prese forma nei pressi della casa. Nessun artista se ne prese il merito, ecco perchè gli abitanti di Bratislava tramandano la storia della signora bianca convinti della veridicità. Basta spostarsi di pochi metri, in piazza Františkánske, per vedere la buona signora con l’innaffiatoio in mano

FONTANA DI ROLANDO

E’ la fontana nella piazza principale di Bratislava ed è la più importante. Ufficialmente è intitolata a re Massimiliano II, ma è conosciuta da tutti come la Fontana del Roland, prendendo questo appellativo da una famosa leggenda di Bratislava. Roland era un coraggioso cavaliere, che aveva una spada chiamata Durandal. Roland era famoso più che per le sue eroiche imprese sul campo di battaglia, per una canzone d’amore che cantava seduto nella piazza, dedicata ad Olifanta, il suo amore. I bambini della città amavano la canzone di Roland, ma il cavaliere fu richiamato in Francia. Senza la canzone di Roland i bambini non riuscivano più a dormire, così il sindaco della città costruì una fontana con la statua di Roland al centro. L’acqua che scorreva dalla fontana avrebbe suonato come la canzone e così i bambini sarebbero riusciti di nuovo a dormire. La leggenda non finisce qui: pare che la magia della fontana continui ancor oggi. Si dice che il 31 dicembre di ogni anno la statua di Roland volta la testa verso il municipio e si inchina a coloro che hanno combattuto per la città. Il cavaliere prende vita anche il Venerdì Santo, quando agita la spada su tutti e quattro i lati del mondo.

L’ALLUVIONE DEL 1850

Quasi sfugge questa piccola iscrizione su una delle pareti del Municipio. Vi è impressa una data, 1850. Fu una delle alluvioni peggiori per la città: l’acqua era ovunque. Il livello del Danubio si era alzato di oltre cinque metri, e documenti storici raccontano che nel quartiere di Petržalka si vedevano solo i tetti.

SCHÖNER NÁCI, L’UOMO CON IL CAPPELLO

Schöner Náci era un famoso personaggio di Bratislava vissuto nella prima metà del secolo scorso. Era figlio di un calzolaio e nipote di un clown. Si racconta di come i suoi modi di fare portassero la felicità nelle strade della città, dove passeggiava indossando un cappello a cilindro e salutando le donne dicendo “Bacio la mano” in diverse lingue (tedesco, ungherese e slovacco). Ecco perchè la statua è anche spesso indicata come “la statua del galantuomo”.

KAČACIA FONTÁNA, LA FONTANA DELL’ANATRA

Questa fontana è stata dichiarata monumento nazionale ed è collocata in piazza Šafárikovo. Intorno a questa fontana aleggia una leggenda legata a un Vodník (il Vodnik è una creatura acquatica spesso presente in leggende e fiabe). Pare che tre ragazzi stessero pascolando tre anatre sulle rive del Danubio. Un Vodnik, chiamato Zeleniak, fece amicizia con i ragazzi e li portò sul fondo del fiume. Uno di loro ebbe la (s)fortuna di ascoltare la formula magica usata per aprire una grotta piena d’oro. Voleva condividere il segreto con gli altri due amici, ma non appena aprì la bocca si trasformarono tutti in pietra. Ecco perchè sulla fontana sono rappresentati tre ragazzi che giocano con tre anatre

HANS CHRISTIAN ANDERSEN

La statua ricorda la visita alla città dell’autore danese nel 1841, e fu inaugurata in occasione del 165° anniversario della visita. Andersen fu così tanto colpito da Bratislava che la considerava essa stessa una favola. Pare che fu proprio Bratislava ad ispirare la Piccola Fiammiferaia.

BIELA ULICA N° 3 E LA LEGGENDA DELLA SIGNORA BIANCA
Il numero 3 di Biela Ulica non è accessibile ai visitatori, ma oltre quella porta (come narra la leggenda) viveva un tempo Božena, una donna generosa che aiutava i poveri nella vecchia Pressburg. Quando morì tutti i poverelli parteciparono al suo funerale. Da quel momento in poi si iniziò a parlare di una evanescente signora bianca che appariva di notte nel cortile della casa numero 3. Aveva un annaffiatoio e si occupava delle aiuole: i fiori del suo giardino erano abbandonati e lei continuava a prendersene cura. Ma una notte, scoperta da un giovane fornaio che si recava al lavoro, da vapore bianco si trasformò in pietra bianca e da allora una bellissima statua prese forma nei pressi della casa. Nessun artista se ne prese il merito, ecco perchè gli abitanti di Bratislava tramandano convinti della veridicità della storia. Basta spostarsi in piazza Františkánske per vedere la buona signora con l’innaffiatoio in mano.
SFIDA APERTA: DOVE SONO QUESTE?
Abbiamo impiegato un bel po’ per scovare queste due statue, ma alla fine siamo riusciti! Sapete dove sono? In un cortile interno!

Utile sapere che

Viabilità: nessuna difficoltà nella guida, anche con tempo nevoso. Gli automobilisti slovacchi sono disciplinati
Come arrivare: abbiamo prenotato con anticipo un volo Ryanair (segnalo la possibilità, che abbiamo sfruttato anche noi, di atterrare a Bratislava per poi visitare anche Vienna, che si trova a circa 70 chilometri di distanza: i costi dei voli sono decisamente più contenuti)
Social: pagina Facebook
Quando andare?: le temperature medie mese per mese e le previsioni su weatherbase

Tra miti, leggende e storia: statue e fontane a Bratislava

Bratislava è una città antica con pittoresche stradine con splendidi edifici e straordinari scorci da fotografare. Storie, leggende e miti sono tramandati e conservati dalla tradizione popolare.
Il centro storico è indubbiamente reduce di recenti restauri, così come i quartieri popolari della città, che stanno repentinamente cambiando: i grandi e grigi palazzoni risalenti all’epoca dell’egemonia russa appaiono ora riverniciati di sgargianti colori. È come se la città si fosse terribilmente impegnata ad iniziare una nuova vita, tanto che negli ultimi anni sono state collocate per le viuzze del centro statue di bronzo raffiguranti

Cumil

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E se il volo viene cancellato? Attenzione alle (quasi) truffe

E se il volo viene cancellato?

A nessuno piace arrivare in ritardo, che sia il volo di andata o di ritorno, ma questa eventualità dobbiamo metterla in conto. A noi è successo di arrivare negli Stati Uniti con 24 ore di ritardo rispetto al programma. Nel disguido abbiamo avuto almeno la “fortuna” di aver avuto la possibilità di chiedere un risarcimento danni. C’è una norma Continua a leggere

Lewis e Clark: imbarchiamoci per un grande viaggio

Imbarchiamoci per un grande viaggio era una serie di cartoni TV che raccontava di notevoli scoperte e esplorazioni del passato: uno degli episodi era dedicato alla straordinaria spedizione di Meriwether Lewis e William Clark. Poco conosciuta in Italia, probabilmente quel cartone è uno dei pochi “documentari” in circolazione in lingua italiana – a dire il vero era di produzione francese: Il était une fois… les Explorateurs – che parlano della spedizione dei due grandi esploratori.

Questa era l’allegra sigla

Quella di Lewis e Clark fu Continua a leggere

Friedberger Zeit, i tempi d’oro di Friedberg

La Romantische Straße è uno dei percorsi a tema più famosi e amati dai turisti che si recano in Germania. Non credo ci siamo molti camperisti che non l’hanno percorsa almeno una volta! E lungo questo splendido cammino c’è una cittadina, ahimè meno nota di tante altre, che noi abbiamo conosciuto e apprezzato richiamati da un evento che la rende sicuramente unica: il Fridberger Zeit!

Friedberg, Germania, Baviera Continua a leggere

Il Wallenstein di Memmingen

2016: sarà di nuovo Wallenstein! Un grandioso evento, una rievocazione unica che si svolge ogni quattro anni …noi abbiamo partecipato all’edizione 2012. Consiglio di cuore di vederla almeno una volta nella vita!

Wallenstein, Germania, Baviera Continua a leggere

Collect moments, not things!

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A caccia di autori
Autore di numerosi libri tra cui "Il Segreto delle tre Ottave", "Lo scienziato del tempio", "Arcimboldo", fino ad arrivare all'ultimo capolavoro che uscirà il prossimo agosto; "Storia dell'architettura sottile"

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